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4 April 2008foto di Eva Barrera









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foto di E. Barrera












FOTO DI EVA BARRERA











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Un focolare al centro della platea o uno stroboscopio sull’improvvisata pista? Ci sarebbero stati bene entrambi per stimolare ancor di più l’ipnosi ed il ballo che i ritmi tribali dei Konono hanno generato per due ore nel Teatro Studio dell’Auditorium. Mentre sugli schermi sopra il palco scendevano tramonti africani e l’Altare della Patria e Castel Sant’Angelo restavano immersi tra dune di sabbia e foreste vergini, la macchina del ritmo africano pareva, anzi era, inarrestabile.
Pensavamo, qua su da noi, di avere inventato il rave, e credevamo pure dovesse essere qualcosa di freddo e meccanico, impersonale… Poi arrivano questi e ti fanno capire e sentire un po’ di cose. Non potrebbe esserci un’anteprima migliore per una rassegna di musica elettronica, che partire appunto dall’inizio, andare a ritroso, scoprire che un fischietto di plastica non è poi molto differente da un sinth analogico e che congas e rullante possono assomigliare molto ad una drum machine.
Per una volta il laptop è infatti rimasto spento, ma non se ne è sentita la mancanza, anche perché restare fermi era davvero difficile. Non sembrava di stare in Auditorium, neanche tanto in club, nè a Roma nè in Africa.












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L’anteprima di M.I.T., lunedì 29 ottobre, è con i Konono n° 1, formazione congolese che ha recentemente partecipato alla realizzazione del nuovo album di Biork “Volta” - in particolare del suo primo singolo “Earth Intruders” - e che ha seguito l’artista islandese in diverse tappe del suo ultimo tour mondiale.
Il collettivo è stato fondato circa 25 anni fa da Mingiedi, un virtuoso di likembé, uno strumento tradizionale africano, composto da lamelle metalliche fissate ad una cassa risonante. Si tratta di un’orchestra d’ispirazione tradizionale che ha dovuto abbandonare la savana per stabilirsi nella capitale Kinshasa dove, per poter continuare la sua funzione sociale all’interno di una comunità ormai fortemente urbanizzata, ha dovuto elettrificare i propri strumenti utilizzando materiale di recupero.
Questa amplificazione di fortuna ha provocato un mutamento radicale del loro suono avvicinandolo fortuitamente all’estetica del rock e della musica elettronica più estrema e rumorista. Il gruppo si compone di tre likembé elettrificati, equipaggiati con microfoni costruiti artigianalmente con vecchi magneti d’automobili, una sezione ritmica che mescola percussioni tradizionali ad altre ricavate da materiale di recupero, tre cantanti, tre danzatori e un sound system dotato di grandi megafoni risalenti all’epoca coloniale.
I membri di Konono N° 1 provengono da un’area situata a cavallo tra le frontiere di Congo e Angola. Lo stile del gruppo attinge largamente alla musica di transe bazombo, filtrata dalla distorsione dell’amplificazione per produrre un groove potentissimo ed ipnotico. Il gruppo Konono N° 1 è il protagonista del primo album della serie “Congotronics”, accolto con unanime entusiasmo dalla stampa generalista e specializzata di tutto il mondo. Ma è proprio la dimensione live dei Konono a rappresentare un’esperienza unica ed indescrivibile, in grado di fondere ritmi e melodie ancestrali con un’estetica che si avvicina alle forme di dance elettronica più estreme.
Chi vorreste vedere live nella prossima stagione di M.I.T. - Meet In Town? Non esitate a dirci la vostra!