Attraverso una grande varietà di lavori che spaziano dalle sonorità kitsch euro al deep funk e al latin jazz, Todd Terje, personaggio non proprio nuovo nell’ambiente, è riuscito a lasciare un segno all’interno del circuito della dance music. Gemme quali Eurodans e la versione disco-latina di Can’t help it di Michael Jackson pubblicata sotto lo pseudonimo di Tangoterje hanno fatto impazzire i clubbers così come le vendite, e qualsiasi cosa il giovane norvegese prenda fra le mani, il risultato è sempre caratterizzato da un mix decisivo di musicalità e freschezza.
Nel 2001 entra in contatto con Prins Thomas, che a quel tempo lavora al HS Records di Oslo. Thomas riconosce subito il suo potenziale, e spinge Terje nella giusta direzione Oslo è una piccola città dove spesso la mentalità popolare tende ad avere il sopravvento e, grazie al suo profondo giudizio musicale e alla sua passione un po’ “secchiona” per vecchi e nuovi dischi (dai 12’ dei nuovi Idjut Boys a band sperimentali note a pochi), Terje diventa presto uno dei musicisti chiave sulla scena della disco elettronica di Oslo. Oltre a lavorare ai suoi progetti, Todd suona su alcune tracce di Prins Thomas, per non parlare del remix del 12’ Another Station di Lindstrøm.
Suona house, funk, techno o disco? Quando gli viene chiesto di descrivere la sua musica, Terje parla di ritmi orecchiabili, suoni patinati, atmosfere cinematografiche, synth sognanti, di un approccio giocoso e della resistenza ad essere catalogato. Il suo prossimo obiettivo è di realizzare un concept album alla maniera di Around the world (primo lavoro dei Voyage); sempre se riesce a ritagliare del tempo tra progetti, studi e lavori come dj.