È l’ossessione per artisti come Beatles, Phil Spector, Can, Theo Parish ed Authecre ad ispirare maggiormente Lukid - aka Luke Blair – ai tempi del suo esordio, nella seconda metà degli anni zero. Debutta nel 2007 con “Onandon”, uscito per la Werk Discs che continuerà ad accompagnarlo anche fino al più recente “Chord” (datato 2010), e la positiva accoglienza da parte di pubblico e critica è immediata. Uno stile molto personale, il suo - ai tempi pioniere di quel miscuglio di synth e musica nera noto come Wonky – che fonde influenze hip hop e beat west coast ad un’attitudine tipicamente europea. Apprezzatissimo dagli adepti di Flying Lotus, Samiyam e Madlib, negli anni Lukid ha saputo creare un suono peculiare e pieno di sfumature, capace di unire generi che vanno dalla minimal tedesca al soul detroitiano in un’house contaminata e pervasa dall’hip hop. Tre album all’attivo ed alcune collaborazioni con personaggi illustri (tra cui Nosaj Thing e RAS G.), hanno reso celebre il producer britannico per le sue sonorità intriganti, sempre attente ai dettagli, ricche di sfumature intime e tremendamente precorritrici dei tempi. Un concentrato di maestria produttiva, esplicato nel secondo “Foma” (Werk Discs, 2009), ed elevato alla massima potenza nella fisicità impressionante dei suoi live.