Wild Beasts

Audaci, raffinati, accattivanti. E brutali. Se la sindrome da flop del secondo album non risparmia praticamente nessuno, se gli anni zero hanno fatto rima (quasi) solo con il revival degli anni ‘80 ed hanno visto la Gran Bretagna arrancare dietro la sfilza di nuove band sfornate oltreoceano, i Wild Beasts sono la perfetta eccezione che conferma la regola. Da Leeds, poco più che ventenni e molto meno nostalgiche di tanti conterranei, le quattro bestie selvagge – all’anagrafe Hyden Thorpe, Ben Little, Chris Talbot e Tom Flemming – sono tra gli esponenti più interessanti del nuovo indie made in UK. Con chiari rimandi al glam più chic (quello dei Roxy Music) e al post punk meno scontato (XTC, Talking Heads ed Associates) il quartetto britannico rinnova il linguaggio musicale della terra d’Albione imparando la lezione sperimentale della new wave ed inventandosi una nuova estetica, nata dall’incontro tra sofisticatezza e stravaganza, assimilabile al binomio aristocrazia-anarchia. Sonorità raffinate e minimaliste, con riff insidiosi ed architetture complesse impreziosite dal falsetto di Thorpe, subiscono graffianti incursioni da testi ossessivi e perversi che fanno del contrasto, quello inaspettato, l’arma vincente dei quattro. Se hai tempi dell’esordio “Limbo, Panto” il settimanale di culto britannico NME li aveva definiti “Una band destinata alla vetta”, con il secondo “Two Dancers” – anch’esso uscito per la lungimirante Domino Records lo scorso agosto – i Wild Beasts non solo sono tra i migliori album dell’anno secondo Pitchfork, ma ricevono recensioni positive da tutte le testate specializzate di un lato e l’altro dell’oceano. Nel loro interminabile tour mondiale, i Wild Beasts faranno finalmente tappa anche in Italia e a Roma, in Auditorium, per incendiarlo con il loro originalissimo materiale infiammabile. Nomen omen?

www.wild-beasts.co.uk
www.myspace.com/wildbeasts