The Very Best
La globalizzazione in musica.
Se il ventunesimo secolo ha portato un sempre maggiore interesse artistico da parte dell'Occidente nei confronti di Africa, Sud America, Medio ed Estremo Oriente, si può dire che Esau Mwamwaya e i due produttori londinesi Radioclit rappresentano davvero il meglio di questo connubio nella musica indie-elettronica dai toni world.
Giochi di parole a parte, The Very Best sono un caso fortunato rispetto alle numerose ibridazioni di questo tipo che intasano il panorama indipendente ed il web.
Malesiano di nascita e londinese di adozione, il cantante Esau Mwamwaya incontra (nel suo negozio di usato) i due producer della capitale britannica – Johan Karlberg ed Etienne Tron- nel 2008 e la collaborazione raggiunge immediatamente un certo successo a livello globale con alcuni remix messi in rete gratuitamente.
L'electro-afro-pop di quello che poi, come disco, verrà semplicemente chiamato “Esau Mwamwaya and Radioclit are the Very Best” raggiunge grande fama anche grazie alle collaborazioni di Mwamwaya con nomi celebri – Santogold e Vampire Weekend su tutti – e remix fluorescenti di Beatles e M.I.A., che si aggiungono alle recensioni molto positive di testate come Pitchfork Media e Rolling Stone.
Un cross over culturale, quello di The Very Best, che non si limita a mescolare in un caleidoscopio ipnotico tutte le lingue parlate dal cantante malesiano – chichewa, swahili, portoghese ed inglese – ad innesti elettronici e cromatismi indie, ma propone una ricerca interculturale veramente interessata ad un approccio autentico a patrimoni musicali “etnici”, confezionandole in ritmi e melodie ballabili e (relativamente) accessibili.
Un entusiasmo contagioso che pervade anche il secondo, ed ultimo, “Warm Heart of Africa”, in cui il ghetto-pop per dancefloor dei due produttori incontra le sfumature afro di Esau Mwamwaya, generando un irresistibile global-pop naturalmente effervescente.
www.myspace.com/theverybestmyspace