My Brightest Diamond
Genitori musicisti. Una vita passata in viaggio. Rock e classica, negli ascolti come nella musica che scriverà da più grande.
Shara Worden – praticamente una sola cosa con l'acronimo My Brightest Diamond, sebbene si tratti di una band – aveva il destino già scritto.
La musica non poteva che essere nel suo futuro, ma con un padre campione di fisarmonica ed una madre organista, la strada dell'indie rock non era affatto scontata.
Cresciuta, infatti, con ascolti non esattamente popular – jazz, gospel e classica – le sue prime infatuazioni con generi meno “alti” sono per Anthony and the Johnsons, Björk e Jeff Buckley, che la avvicineranno ad ambienti indie-rock, prima con il progetto Awry e poi fino alla sua carriera solista (ma accompagnata da una band) come My Brightest Diamond, passando per la band di Sufjan Stevens in cui suonerà tra il 2003 e il 2004.
Con un originale miscuglio di opera, rock, musica da camera e cabaret, la cantante e polistrumentista newyorkese riesce ad essere davvero uno dei diamanti più splendenti del panorama indipendente americano, ricevendo apprezzamenti tanto dal pubblico più underground quanto da quello più colto.
Una voce originale, vibrante e creativa che, dopo l'acclamato debutto con “Bring Me the Workhorse” – in cui la sua formazione classica, evidente nel suo canto, si mescola alla nuova infatuazione per il rock - porta Shara a condividere il palco con artisti come The Decemberists, The National, St.Vincent e molti altri.
Nel 2008, l'artista torna con un album ancora più evocativo e complesso, “A Thousand Shark's Teeth”, reso affascinate ed audace da melodie che rimangono nella testa fin dal primo ascolto.
Ammaliante e, allo stesso tempo, molto ironica, My Brightest Diamond è una splendida sorpresa anche dal vivo, capace di proporre sempre con molta classe le numerose sfaccettature della sua voce.
www.mybrightestdiamond.com
www.myspace.com/mybrightestdiamond