Laetita Sadier
Una voce unica ed affascinante, quella di Laetita Sadier.
Così tanto, da diventare un marchio di fabbrica riconoscibilissimo.
Ed una carriera con una delle band più amate del rock alternativo anni '90, quella con gli Stereolab.
Così seminali, da codificare un genere, contribuendo alla sua originalità.
Musicista francese poco più che quarantenne, la Sadier nasce come corista, ma conosce giovanissima Tim Gane con cui, nel 1990, fonda a Parigi gli Stereolab.
Una formula raffinata e con riferimenti illustri, quella della band di base a Londra, che mescola un orientamento tra kraut ed art rock con melodie sixties francesi e prima new wave, raggiungendo nel 1993 con “Transient Random Noise Bursts With Announcements” altissime vette d'ispirazione.
Immediatezza e sperimentazione si fondono con la voce sensuale della Sadier, fascinosa chanteuse dallo stile chiaramente ispirato al repertorio di vocalist degli anni '60, come Francoise Hardy e Sandie Shaw.
Mentre continua a portare avanti il progetto “madre” anglo-francese, che poi arriverà ad un capolinea (forse, temporaneo) nell'aprile del 2009, nel corso della sua ventennale carriera Seaya Sadier – anche detta The Shah in una versione inglesizzata del suo nome – collabora con numerosi altri artisti.
In primo luogo con Rosie Cuckston, con cui forma i Monade, band post rock di matrice totalmente francese. E poi con Blur (nel 1994 come voce in “To The End”), Atlas Sound, Mouse on Mars e Common.
Polistrumentista e raffinata cantante, la Sadier si esibisce spesso anche da sola, avendo l'imbarazzo della scelta per il copioso repertorio a cui attingere.
www.myspace.com/monade