Hudson Mohawke

Qualcuno lo ha già definito l'Aphex Twin dell'hip hop. Che il paragone con una delle figure più influenti della musica elettronica sia vero o no, è certo che Hudson Mohawke, dopo una serie innumerevole di registrazioni non ufficiali, si affaccia solo ventitreenne sul mercato internazionale con l'album “Butter” come uno dei più giovani finalisti della competizione britannica per dj DMC (era solo quattordicenne) e come una delle più chiacchierate promesse della scena elettronica internazionale. Arriva da Glasgow, ma con influenze che vanno dagli anni d'oro dell'era hip hop alla scena dance inglese anni '90, avvolte in suoni glitch ed una produzione di pop caleidoscopico, Hudson Mo sembrerebbe piuttosto provenire dalla West Coast. Tra flash super colorati di R&B, melodie sintetiche e ritmi funk contagiosi, il producer scozzese aveva già attirato l'attenzione su di se con il primo EP uscito con la Warp, “Polyfolk Dance”, per cui era stato osannato per l'originalità della sua proposta. Da allora, numerose stelle del pop elettronico (ma non solo) l'hanno inserito tra i migliori dj del momento (da Rihanna ai Croockers passando per Goldie e Mars Volta) e con il suo, attesissimo, “Butter” – album che lui stesso definisce sostanzialmente pop - Hudson Mo si avvicina alla scena del cosiddetto “pop ipnagogico”, ovvero un'elettronica zuccherosa e un po' eighties, a cui si uniscono le influenze nere di hip hop e funk. Già attivo nel collettivo Luck Me, Hudson Mohawke è diventato in breve tempo uno dei geni pop del turntable, abilissimo nel creare melodie contagiose, mescolando, allo stesso tempo, beat mai scontati.

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