Daniele Baldelli
Un precursore. Un veterano. Una leggenda dell'elettronica nostrana.
Praticamente uno di quelli che ha cambiato la storia del djing prima ancora che qualcuno coniasse la parola (e la funzione) del DJ.
Da quarant'anni impegnato e mettere i dischi, Daniele Baldelli inizia a porre le basi delle prime discoteche (un termine, all'inizio della sua carriera, ancora inutilizzato) tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 al Cosmic, locale disperso nelle zone più palpitanti del nord est sul Lago di Garda, dove va in scena una delle maggiori rivoluzioni della storia del djing e della dance.
Baldelli supera i confini che normalmente separano i generi, per piegare l'idea di dance verso un suono free-form fatto di frammenti infiniti di stili - dal kraut al jazz, dalla world alla new wave - facendo muovere le menti tanto quanto i corpi, con mix dagli effetti allucinatori divini.
Il dj di cattolica crea così un miscuglio che qualcuno chiamerà afro, sebbene la componente africana non sia l'unica, e che diverrà un vero e proprio culto, anche grazie a dei live che prenderanno, nell'80, il nome di “Dee Jay concerto”: quattro piatti, due mixer, batteria elettronica o percussioni dal vivo, mentre sui piatti vengono mixati in poco più di mezz'ora 80 – 100 brani che praticamente danno vita ad un supermegamix, il tutto rigorosamente dal vivo.
Si può dire che, senza accorgersene, Daniele Baldelli sia stato il precursore di tutto quello che è diventato il lavoro del Dee Jay – iniziando nel 1969, quando ancora non esisteva né mixer né cuffia per il pre – ascolto - fino a inventarsi per primo l'utilizzo in discoteca della batteria elettronica, di sintetizzatori e dei primi campionatori che avevano solo 4 secondi di memoria.
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www.myspace.com/djdanielebaldelli