Dâm Funk

One-man band e dj, conosciuto come l'ambasciatore losangeliano del Boogie Funk e rappresentante dei cittadini della Funkmosphere, Damon G. Riddick è un nostalgico solo in apparenza. Infatuato, fin da bambino, di una serie molto ampia di generi, dal progressive al funk, il musicista californiano ha costruito, negli ultimi anni, una vera e propria rinascita musicale, con radici nel Modern Soul, nell'electro-funk e nel boogie anni ‘80. Ma le allusioni al passato (nero) glorioso vanno in secondo piano, rispetto al groove straordinario costruito dall'intreccio di basso e batteria in una serie di remix che alternano atmosfere cupe e assoli fluttuanti, che sembrerebbero uscire fuori da un sax free jazz, da una chitarra rock o da una tastiera funk. A dimostrarlo è l'ultimo album di Dâm Funk “Toeachizown” pubblicato dall'etichetta di culto Stones Throw. Registrato nel garage del musicista con una strumentazione decisamente vintage ed ispirato a tutta l'evoluzione che ha coinvolto il funk dalle prime avvisaglie ‘70s all'house di Chicago, l'album – 140 minuti per due cd – è una collezione di pezzi che definiscono, in qualche modo, una nuova era del genere, mescolandosi a proto-electro ed R&B, eppure mantenendo sempre un'intensa personalità di fondo. Ma le ispirazioni di Dâm Funk non si fermano a colossi come Prince, Parliament/Funkadelic e Mtum e: non è escluso, infatti, che gran parte della notorietà al grande pubblico, gli sia arrivata con il riuscitissimo remix di “Summertime Clothes” degli Animal Collective.

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